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Sede di Ivrea

Nel 2012, in occasione dei cinquant’anni della Fondazione Adriano Olivetti è stato promosso un convegno a Torino dal titolo "Archivi, reti, luoghi di innovazione. L’archivio Adriano Olivetti". Vuoi approfondire? Vai alla pagina dedicata


La Fondazione Adriano Olivetti è da sempre impegnata a promuovere attività di ricerca in ambito accademico e non solo. In particolare incoraggia quegli studi che hanno per oggetto la vicenda imprenditoriale, culturale e politica di Adriano Olivetti e il suo lascito. Oltre alla Biblioteca, i ricercatori italiani e stranieri che ne fanno richiesta hanno la possibilità di accedere a un ricco patrimonio archivistico diffuso tra le sedi di Roma e di Ivrea dichiarato di rilevante interesse storico dalle Soprintendenze archivistiche regionali.

Presso l’archivio di Roma è possibile consultare la documentazione che testimonia cinquant’anni di attività e di progetti promossi dalla Fondazione Adriano Olivetti. Nell’archivio di Ivrea sono conservati i fondi che riguardano le personalità imprenditoriali della Famiglia Olivetti, in particolare quelli che raccolgono le carte private e la documentazione delle diverse attività di Adriano Olivetti, e quelli di Camillo e Roberto Olivetti.


L’ARCHIVIO
A Ivrea, presso l’Associazione Archivio Storico Olivetti (ASO) a Villa Casana, si trova il nucleo più consistente dell’archivio della Fondazione Adriano Olivetti. Qui è depositata, con altri materiali, la documentazione che riguarda le personalità imprenditoriali della famiglia Olivetti, e in particolare le carte private e gli archivi di Adriano Olivetti, di Camillo e di Roberto Olivetti. Sono inoltre conservati alcuni archivi di personalità particolarmente vicine, nelle loro attività, ad Adriano Olivetti come Ludovico Quaroni e Friedrich G. Friedmann.


IL FONDO ADRIANO OLIVETT
I
Tra i diversi fondi conservati presso l’archivio di Ivrea, quello di Adriano Olivetti rappresenta certamente il nucleo più significativo per le attività di ricerca promosse dalla Fondazione, e quello di maggiore interesse dal punto di vista storico. Tra le altre, nel fondo si trovano sezioni di: scritti editi e inediti;
 corrispondenza privata, aziendale, editoriale e quella relativa a iniziative urbanistiche e territoriali; documenti biografici e amministrativi; 
Edizioni di Comunità; Movimento Comunità; Documentazione politica;
 Centro di Sociologia della cooperazione; I-RUR.

Nel quadro del progetto di intervento sui Fondi Famiglia Olivetti, grazie al sostegno della Direzione Generale per gli Archivi del MiBAC, è stato realizzata nel 2010 la schedatura e inventariazione complessiva del Fondo, per unità archivistiche.


Per ulteriori informazioni e descrizione analitica del Fondo:
Portale SIUSA-Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche


I FONDI FAMIGLIA OLIVETTI
Il fondo Famiglia Olivetti (complesso di fondi)

 comprende documentazione di particolare importanza relativa alle grandi personalità della storia olivettiana: in particolare, Camillo, Adriano e Roberto Olivetti. Si tratta di documenti, manoscritti, immagini, carteggi, scritti, appunti, progetti, rapporti che raccontano la vicenda umana e di lavoro di grandi personalità impegnate nella tessitura di una rete significativa di relazioni e nell’appassionato tentativo di far crescere l’azienda familiare e il territorio in tutte le sue componenti. I fondi presentano un ordinamento definitivo elaborato nel corso degli anni Ottanta, che organizza le carte prescindendo dal principio di provenienza: i singoli documenti sono stati estrapolati dal contesto documentario originario (raccoglitori, dossier, ecc.), privilegiando un ordinamento per materia e, nel caso dei carteggi, per ordine alfabetico di iniziale del cognome del corrispondente. 

Oltre quelli di Adriano, Camillo e Roberto, sono depositati presso l’Archivio di Ivrea i fondi di Arrigo Olivetti, 
Dino Olivetti, 
Famiglia Marxer, Famiglia Revel, Massimo Olivetti,
 Silvia Olivetti Marxer.

Nel 2009 è stato avviato, a seguito della convenzione siglata con la Direzione Generale per gli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il progetto di schedatura, inventariazione e digitalizzazione dei Fondi Famiglia Olivetti, a partire dal nucleo più rilevante e significativo del Fondo, quello di Adriano Olivetti.


I FONDI AGGREGATI

Archivio Ludovico Quaroni
L’Archivio Ludovico Quaroni
è costituito da una ricca raccolta di disegni e documenti relativi all’attività dell’architetto Ludovico Quaroni, e da una vasta biblioteca ed emeroteca. Sono stati trasferiti fino ad oggi ad Ivrea circa 7000 volumi e riviste, 10.000 disegni di progetti, 4.000 foto, oltre a pannelli, plastici, pratiche e corrispondenza. L’attività di Ludovico Quaroni, per la maggior parte concentrata nella progettazione ed esecuzione di interventi di tipo architettonico e urbanistico, si è concretizzata in una serie di 340 progetti, databili dal 1928 (con le prime esperienze da studente) al 1984. Questi progetti sono stati tutti numerati (o ri-numerati) dalla vedova Quaroni in una sequenza cronologica da 1 a 340; a questo numero sono collegate tutte le unità archivistiche sia documentarie che iconografiche e di progetto e questa sequenza ha costituito il criterio di ordinamento di questo nucleo d’archivio, con l’esclusione della corrispondenza.

Archivio Friedrich G. Friedmann
L’archivio Friedrich G. Friedmann è la testimonianza diretta di una delle esperienze più alte e concrete realizzate nel dopoguerra nel profondo sud italiano, lo studio sociologico della realtà materana dei Sassi e la successiva realizzazione del villaggio La Martella. È stata quella una delle realizzazioni nate nel periodo in cui Adriano Olivetti, insieme a Guido Nadzo, fu uno dei responsabili dell’Unrra-Casas, negli anni cinquanta, quando si cercò di operare in modo organico e in termini urbanistici. Fu quella l’occasione in cui Adriano Olivetti promosse una profonda inchiesta sociologica che affidò a Georges Friedmann che la svolse in modo magistrale.

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Per ulteriori informazioni:

Portale SAN Archivi di impresa

Portale SAN Archivi degli Architetti    

Portale SIUSA-Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche

         
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CENNI STORICI
Tra il 1984 e il 1985 la Fondazione Adriano Olivetti avvia, insieme con il Comune di Ivrea, il progetto di costituzione di un Centro di Documentazione Adriano Olivetti. L’iniziativa è di Roberto Olivetti, primogenito di Adriano e all’epoca presidente della Fondazione, e di sua sorella Laura, e consolida un progetto a cui il Consiglio di Amministrazione della Fondazione lavorava già dal 1982. Adriano Bellotto e
Gino Giorda vengono incaricati di realizzare un primo riordino
archivistico dei documenti cartacei e una catalogazione delle raccolte
bibliografiche, tutti materiali allora conservati presso Villa Belliboschi, la
casa di Adriano Olivetti sulla collina di Monte Navale, oggi sede della
Fondazione Adriano Olivetti a Ivrea. Si tratta di documenti riguardanti,
in particolare, l’attività politica e culturale del Movimento Comunità e
l’insieme delle attività promosse da Adriano Olivetti, oltre a gran parte
della corrispondenza aziendale.
Da questo primo censimento si sviluppa l’ipotesi di creare un Archivio
Storico Olivetti, progetto che si realizza finalmente nel 1986, con il
sostegno della Società Olivetti. La Fondazione Adriano Olivetti assume la 
Direzione Scientifica dell’Archivio, nella persona del suo Segretario
Generale Giovanni Maggia. Il 30 gennaio 1987 viene depositata presso
l’Archivio la parte preminente del materiale documentale attinente i Fondi
della Famiglia Olivetti (con particolare riferimento a Camillo e Adriano).
Il 12 marzo 1998 l’Archivio diviene un soggetto indipendente, con la firma
dell’atto costitutivo dell’Associazione Archivio Storico Olivetti, e il 1
giugno dell’anno successivo la Fondazione stipula la convenzione di
deposito dei proprio fondi con la nuova Associazione.

L’ARCHIVIO E LE ATTIVITA’ DI VALORIZZAZIONE
La Fondazione Adriano Olivetti e l’Associazione Archivio Storico Olivetti, legati da una storica missione e collaborazione, perseguono l’obiettivo congiunto di conservazione ed ordinamento del patrimonio archivistico, e la sua divulgazione e valorizzazione, a livello nazionale ed internazionale, attraverso programmi di studio e ricerca, mostre, pubblicazioni, convegni e incontri. La Fondazione e l’Associazione operano congiuntamente con l’obiettivo di costituire un sistema archivistico complessivo di documentazione su temi olivettiani, facilitato nell’accesso e più coeso nella consultazione, in attuazione degli indirizzi dettati dalla Direzione Generale per gli Archivi del MiBAC, per l’aggregazione delle basi dati archivistiche a livello regionale e nazionale.
L’insieme del patrimonio archivistico e bibliografico conservato a Ivrea comprende molteplici sezioni: la biblioteca è ricca di migliaia di volumi: dalle Edizioni di Comunità, alla raccolta di cataloghi delle mostre d’arte e dei Quaderni del Restauro; dalla collezione di libri su tematiche olivettiane, all’originale editoria interna ricca di prestigiose realizzazioni quali agende, strenne, calendari, monografie d’arte. L’Emeroteca raccoglie riviste culturali di valore storico, quali Comunità, SeleArte, Urbanistica, Zodiac, Tecnica e Organizzazione, Notizie Olivetti; sono presenti anche le collezioni dei periodici del gruppo e delle consociate e la raccolta di periodici locali. La Cinevideoteca copre un periodo di produzione che risale alla fine degli anni quaranta. Sono presenti diversi filmati, relativi all’impegno e agli interventi di un elevato numero di grandi personalità della cultura italiana e straniera, che costituiscono per la loro qualità, un importante patrimonio nella storia della cinematografia aziendale. Più ridotta, ma di grande valore storico, l’audioteca, nella quale sono conservate le registrazioni di dibattiti e di incontri con personalità della cultura italiana e internazionale. L’Eidoteca e la Fototeca costituiscono poi due ricche e importanti sezioni nelle quali sono raccolte significative collezioni di manifesti, di campagne pubblicitarie e immagini sviluppate come corredo, ma non solo, alle molteplici attività aziendali.
Migliaia sono i manoscritti, le immagini, i documenti, le relazioni, gli appunti e i progetti che compongono il Fondo Famiglia Olivetti: gli archivi di Camillo e Adriano Olivetti, per una consistenza complessiva di circa 210,5 m.l.; oltre a Massimo, Dino, Arrigo, Roberto e Silvia Olivetti, insieme ad altri membri della famiglia: Daniele, Ulrico ed Ernesto Revel; Antoine Marxer; ed altri; di particolare importanza i nuclei archivistici riguardanti il Movimento Comunità, le Edizioni di Comunità. Il patrimonio archivistico è andato progressivamente ampliandosi, includendo importanti Fondi aggregati: il Fondo Ludovico Quaroni e il Fondo Georges Friedman, personalità della cultura che hanno avuto un rapporto di intensa e proficua collaborazione con la Società, e, in particolare, con Adriano Olivetti.
Infine, l’Archivio della Società Olivetti, la sezione attinente l’impresa, comprende tra l’altro una ricca collezione di macchine prodotte dalla Olivetti (a partire dalla prima e famosa M1), le raccolte degli atti societari, il Fondo della Direzione Studi Economici, una vasta documentazione sui Servizi Culturali e sui Servizi Sociali, interessanti studi del Centro di Psicologia e di quello di Sociologia, l’originale settore degli oggetti promozionali e raccolte significative nel campo della Formazione e dell’Attività Commerciale.


Per ulteriori informazioni e descrizione analitica dei Fondi:
Portale SIUSA-Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche