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La motivazione delle decisioni di giustizia delle Corti supreme e costituzionali
marzo 2012
L’analisi comparata delle Istituzioni in una prospettiva storica e contemporanea è stato ed è ancora oggi oggetto di studio e ricerca da parte della Fondazione Adriano Olivetti attraverso la promozione di incontri e convegni in merito.
In questa cornice il 18 e il 19 maggio, presso la sede di Roma della Fondazione Adriano Olivetti, si terrà il seminario "La motivazione delle decisioni di giustizia delle Corti supreme e costituzionali". Il seminario, che vedrà la presenza di studiosi italiani ed esperti internazionali, cercherà di chiarire gli aspetti relativi all’obbligo e alla forma delle motivazioni delle decisioni di giustizia.
Il programa del 18 e 19 maggio
31 marzo 2012

A differenza delle istanze sovrane o dei Parlamenti, le Corti di Giustizia hanno l’obbligo di spiegare le ragioni delle loro decisioni. Le sentenze delle Corti Supreme e Costituzionali non possono avere la forma del “giudica e manda”, ma devono esibire argomenti pubblici che rendano conto delle scelte del collegio giudicante. Diverse tradizioni giuridiche e diversi sistemi di deliberazione interna a questi collegi aiutano a capire la struttura delle sentenze. Poiché le Corti Supreme e Costituzionali condividono con i Parlamenti eletti il potere di produrre norme o interpretazione di norme vincolanti per tutti i cittadini, lo studio dei meccanismi di decisione e la struttura delle motivazioni delle medesime sembrano senz’altro un tema di ricerca e di discussione meritevole di attenzione, ricerca e confronto, in particolare fra esperti di paesi dell’Unione Europea.

Partecipanti:

Sabino Cassese, Corte Costituzionale

Mathilde Cohen, CNRS, Paris  

Marta Infantino, Università degli Studi di Trieste

Bernardo Mattarella, Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione - Roma

Christine Maugüé, Conseil d’Etat, Paris

Valerio Onida, Università degli Studi di Milano, Presidente emerito della Corte Costituzionale

Pasquale Pasquino, CNRS, Paris e New York University

Patricia Popelier, Università di Antwerpen

Christoph Schoenberger, Università di Konstanz

Imola Streho, Corte di Giustizia dell’Unione Europea