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Ludovico Quaroni

Ludovico Quaroni

La Fondazione Adriano Olivetti conserva, per mandato degli eredi, il Fondo Ludovico Quaroni dove è conservato l’archivio dell’architetto romano, uno tra i più stretti collaboratori di Adriano Olivetti.

Il Fondo è attualmente in catalogazione (regesto degli scritti e delle opere di Ludovico Quaroni, regesto bibliografico su Ludovico Quaroni) e si compone di oltre 7000 volumi e riviste, 10.000 disegni di progetti, 4.000 foto, oltre a pannelli, plastici, pratiche e corrispondenza.

Ludovico Quaroni

Nato a Roma nel 1911, Ludovico Quaroni si laurea in Architettura nel 1934 ed è da subito assistente di Piacentini, Del Debbio e Plinio Marconi. Sempre in quell’anno, insieme con Fariello e Muratori, partecipa a diversi concorsi nazionali e internazionali, come quelli per l’auditorium di Roma (1935), per il piano di Aprilia e per le Preture romane unificate (1936), per il Palazzo dei Congressi e la piazza imperiale all’E42 a Roma (1938).
Durante la guerra, è per cinque anni prigioniero in India da cui, profondamente segnato, torna nel 1946. Nell’immediato dopoguerra è tra i soci dell’APAO, l’Associazione per l’Architettura Organica, fondata da Bruno Zevi nel 1945, e partecipa, insieme con Fariello e Ridolfi, al concorso per la stazione Termini a Roma (1947).In quegli anni l’attività progettuale è fortemente caratterizzata dalla partecipazione al dibattito civile, che avviene sia attraverso la realizzazione di progetti importanti (il Quartiere Tiburtino a Roma, nel 1947 primo quartiere dell’INA Casa, dal linguaggio neorealista, e manifesto della ricostruzione italiana; il villaggio La Martella, borgo Unrra-Casas, nei dintorni di Matera, tra il 1951 e il 1954, dove l’azione di Quaroni si lega a quella del gruppo di studiosi guidati da Georges Friedmann), sia attraverso l’adesione ad esperienze politiche partecipative, prima tra tutte quella comunitaria di Adriano Olivetti.
Accanto alla progettazione architettonica, Quaroni si misura con la sfera urbanistica della disciplina: dal 1947 al 1951 è vice-presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica ed è impegnato nella redazione di alcuni piani urbanistici come quello di Ivrea (1952), di Roma (1954), di Ravenna (1956-57), di Cortona (1957), di Bari (1965). Tale interesse si allontana presto dal tradizionale approccio al territorio e si contamina con le sollecitazioni provenienti dalle coeve esperienze sulla percezione della forma, come ben esemplifica il concorso per il quartiere CEP alle Barene di San Giuliano a Mestre (1959). Nella scia della sperimentazione sulla forma e sulla grande dimensione, vanno ricordati il progetto per il quartiere Casilino a Roma (1964), l’ampliamento della Camera dei Deputati a Montecitorio (1967), il progetto per un edificio pluriuso a Grosseto (1970). La chiesa della Sacra Famiglia di Genova (1956) rappresenta il ritorno alla dimensione architettonica, così come il progetto per il ponte sulla Dora a Ivrea (1957), "preciso oggetto architettonico" e vera appendice alle disillusioni disciplinari di Quaroni.
Del 1970 sono il progetto per la chiesa di Gibellina (1970, poi crollata nel 1994 prima che ne fosse finito il completamento) e gli uffici Fiat di Borgo San Paolo a Torino (1979), lavori che segnano uno scarto sorprendente con i progetti precedenti, così come avviene per l’ampliamento dell’Opera di Roma (1983).
Al lavoro come Architetto e Urbanista, Quaroni affianca un intenso impegno nell’insegnamento nelle Università, dapprima a Roma, poi a Napoli (1951-55), quindi a Firenze, dove insegna urbanistica dal 1957 al 1964. La sua carriera accademica si consolida infine a Roma, dove insegna dal 1965 al 1981.
Ludovico Quaroni muore a Roma nel 1989.

Nel 2011, in occasione del Centenario della nascita di Ludovico Quaroni, la Fondazione Adriano Olivetti ha promosso una serie di iniziative in collaborazione con la Fondazione MAXXI e l’Istituto Nazionale di Urbanistica. L’insieme delle manifestazioni è stato posto sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Per ulteriori informazioni visitare la pagina del Centenario.


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