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Adriano Olivetti a Pił Libri pił liberi
03 dicembre 2010

A Più Libri più liberi, 9a Fiera internazionale della piccola e media editoria è stata presentata una novità nel programma rispetto agli anni passati. Si tratta dell’appuntamento giornaliero dedicato alla storia dell’editoria italiana che ha preso il nome di "Editori in bianco e nero". Tale iniziativa è consistita nella proiezione di alcuni filmati di repertorio sulla cultura editoriale italiana e sui grandi personaggi che l’hanno resa famosa grazie alle loro capacità imprenditoriali. L’iniziativa è stata promossa dall’AIE (Associazione Italiana Editori) in collaborazione con l’Archivio Storico di Cinecittà Luce e la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. L’obiettivo dichiarato di questa rassegna era quello di raccontare per immagini la storia delle case editrici e dell’industria libraria attraverso uno strumento, quello cinematografico, in grado di avvicinare il pubblico eterogeneo a tematiche spesso poco esplorate.Dal 4 all’8 dicembre, nella sala DigITAL Cafè sono stati dunque proiettati filmati che narravano le vicissitudini biografiche e professionali di personaggi illustri quali Mondadori e Rizzoli, ma anche cinegiornali degli anni ’50 e ’70 su fiere del libro e altri Festival ed eventi dell’epoca.Nella serata del 6 dicembre è stato proiettato un filmato realizzato dalla casa editrice D’Anna titolato Dal manoscritto al banco. In questo video dedicato alla storica Casa editrice presente da ottant’anni sul mercato dell’editoria scolastica, si descrivevano tutte le fasi della realizzazione del libro di testo, dal manoscritto ai banchi si scuola. I diversi passaggi, ben illustrati dalle immagini, ripercorrevano da un lato gli step necessari per giungere alla pubblicazione del volume (fotolito, tipografia e stampa) dall’altro le procedure di distribuzione dei volumi: il primo trasferimento al magazzino centrale, un secondo spostamento verso i magazzini periferici di tutta italia, la promozione da parte dei rappresentanti delle case editrici ai professori delle varie scuole e infine, una volta note le adozioni, il rifornimento dei librai presso i magazzini periferici.

Un secondo filmato della durata di quattro minuti, invece ha descritto, l’intervista ad Adriano Olivetti, uno dei più grandi protagonisti della storia editoriale italiana. Nel corso dell’intervista, ottenuta dagli archivi della Fondazione Adriano Olivetti, questa personalità racconta e mostra in prima persona il proprio impegno nella realizzazione di una vera e propria biblioteca di fabbrica presso lo stabilimento di Ivrea. L’intento, nelle parole di Olivetti, era quello di dimostrare creare uno spazio aperto a tutti attraverso il quale operai e impiegati avessero la possibilità di formarsi culturalmente. Per far ciò era necessario che non ci fosse alcuna selezione di volumi e riviste in base a criteri ideologici: la biblioteca non doveva servire come mezzo di asservimento culturale, bensì come strumento di emancipazione lavorativa.

Il terzo filmato è consistito in una serie progressiva di cinegiornali apparsi tra gli anni ’50 e ’70 che illustravano spaccati di cultura editoriale italiana: dall’apertura di librerie "innovative" a Roma agli accordi stretti dagli editori più importanti, dai filmati sulle prime fiere del libro italiane e internazionali alle biblioteche scolastiche degli anni ’60.

Nella serata del 7 dicembre è stato proiettato un documentario estremamente interessante su due tra le personalità più in vista nella storia dellì’editoria italiana: Arnoldo Mondadori, soprannominato l’incantabiss, e Angelo Rizzoli, detto il Cummenda. Due uomini che, dacché vennero al mondo (entrambi nel 1889) percorsero strade parallele ma profondamente diverse, segnando in maniera indelebile la vita non solo culturale, ma anche econimica dell’Italia, realizzando veri e propri imperi editoriali. Nonostante i disastri delle due guerre mondiali, le ristrettezze che il fascismo impose all’inizaitiva editoriale privata (con particolare riguardo ai libri di testo scolastici), Mondadori e Rizzoli condussero ugualmente in porto i loro progetti, rivali e in competizione l’uno con l’altro, come "fratelli nemici", accomunati da una profonda curiosità, forse non scevra da invidia, nei confronti del mondo della cultura e delle sue personalità più in vista.

Mercoledì 8 dicembre, infine, a conclusione della particolare iniziativa, è stato protagonista un montaggio (della durata di dieci minuti) di diverse riprese in bianco e nero nella vecchia fabbrica Mondadori, le quali mostravano il lavoro di realizzazione del libro. Dalla composizione al confezionamento, tutte le varie fasi del processo editoriale negli anni venti.