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A dieci anni dalla scomparsa di Tiziano Terzani rileggiamo le sue parole sulla Olivetti di Adriano
28 luglio 2014
"Io scelsi l’Olivetti perché rappresentava la modernità. Perché era moderna l’Olivetti di Adriano? ... il processo non era fine a se stesso o funzionale alla crescita; era funzionale a qualcos’altro, un qualcosa che Adriano Olivetti chiamava comunità, che, attraverso l’azienda cresceva in cultura, in comunicazione in senso di fratellanza; era cioè un progetto culturale e sociale e questo secondo me era un grande aspetto positivo dell’economia".

Tiziano Terzani, Il manager e l’arcobaleno in ARPA, marzo-aprile 2004.


“... alla Olivetti, dopo un lungo tirocinio, Tiziano Terzani giunse all’ufficio del personale dove conobbe Paolo Volponi, Ottiero Ottieri e Giancarlo Lunati ricevendo l’incarico di reclutare nuovi laureati per le consociate estere. L’Olivetti forte della sua rete globale di concessionarie e fabbriche gli consentì di viaggiare in tutto il mondo. Il 27 novembre 1962, pochi mesi dopo l’assunzione, sposò Angela a Vinci. Il lavoro dell’Olivetti lo portò prima a viaggiare in tutta Europa – con lunghi soggiorni in Danimarca, Portogallo, Olanda, Gran Bretagna – e successivamente in Oriente. Nel gennaio 1965 arrivò in Giappone, fu la sua prima volta in Asia. Qui visitò anche Hong Kong e il sogno della Cina iniziò a prendere forma. Nel 1966 acquistò con i primi risparmi un terreno nella valle dell’Orsigna dove negli anni a venire costruì una piccola abitazione”.

Tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera, alla voce “Tiziano Terzani”