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Saggio sui fondamenti tecnologici della democrazia
A cura di Mario G. Losano
Pubblicato nel 1991
I Quaderni della Fondazione Adriano Olivetti 30 - 84pp. - ISBN: 0
Si ringrazia il Centro Nexa su Internet & Societa’ del Politecnico di Torino (DAUIN) per la scansione del volume.


Queste pagine sono lo studio preparatorio per una o più ricerche future promosse della Fondazione Adriano Olivetti. Il lettore vi troverà sollecitazioni per riflettere sui rapporti tra tecnica e società e, in particolare, tra sviluppo tecnico-scientifico e istituzioni politiche; invano, però, vi cercherebbe una trattazione sistematica di quei complessi rapporti. Una loro esposizione globale e sistematica è forse impossibile, mentre paiono invece raggiungibili risultati sistematici su singoli settori specifici.

Questi risultati sistematici costituiranno la finalità delle future ricerche che, sperabilmente, prenderanno le mosse da questo scritto. Esso si propone soprattutto di rendere espliciti certi schemi mentali che condizionano la nostra visione dei rapporti tra tecnica e politica. Inoltre, questo scritto cerca di documentare la continuità del pensiero sui rapporti tra tecnica e società, anzi, il suo crescendo nell’ultimo secolo. E qui bisognerà prestare attenzione non soltanto al "filone alto" di questo pensiero (Heidegger, Ortega y Gasset, Ellul, Meynaud, Jaspers, Habermas per non citare che alcuni nomi), ma anche al "filone basso", cioè ai tecnici che scoprivano la dimensione anche politica e sociale del proprio operare, ai sindacalisti che si trovavano a fare i conti tanto con i padroni quanto con le nuove tecniche, ai quadri "schiacciati fra l’incudine della plutocrazia e il martello del proletariato" (cfr. Capitolo Quarto, par. 5).

Insomma, queste pagine aspirano ad essere un’embrionale storia del pensiero tecnocratico. In esse non sempre il fluire del tempo può essere seguito linearmente: l’alternarsi di movimenti sociali o teorici - coincidenti nel tempo, ma divergenti negli atteggiamenti - porta l’esposizione a percorrere pendolarmente il corso cronologico dei medesimi eventi. Quanto si perde in sequenzialità delle azioni si guadagna però in sistematicità dell’esposizione.