Il PNRR: regioni, istituti di cultura e politiche culturali

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Il PNRR: regioni, istituti di cultura e politiche culturali

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In questo momento storico serve un riarmo culturale e noi vogliamo contribuire al successo del Pnrr, ma c’è il rischio di ritardi. Stiamo continuando la nostra battaglia per evitare che la pandemia ostacoli l’affermazione del ruolo centrale che le fondazioni e gli istituti di cultura rivestono per l’identità e la coesione del Paese. E’ la stratificazione culturale a dare origine ai nostri comportamenti. Per noi quindi è essenziale ribadire quanto la cultura sia necessaria al dialogo e al contrasto alla violenza di qualunque tipo, da quella sulle donne alle manifestazione dei no green pass. Le istituzioni di cultura italiane devono aprirsi sempre di più e fare rete.

Valdo Spini, presidente AICI

 

La cultura che, grazie alle istituzioni operanti nel settore, si diffonde in modo capillare nei territori, per divenire volano per la ripresa economica, concreto antidoto alla violenza e strumento di dialogo; il rapporto Stato-Regioni e il coinvolgimento delle amministrazioni locali, e poi ancora le modalità di finanziamento delle realtà culturali territoriali, fino alle buone pratiche da rendere efficaci in vista della distribuzione dei sussidi del PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: sono solo alcuni dei temi al centro della conferenza nazionale Le Regioni, gli istituti di cultura e le politiche culturali del territorio nel quadro del PNRR organizzato dall’AICI – l’Associazione delle istituzioni di cultura italiane (con 139 soci tra gli istituti, le fondazioni e le accademie più prestigiose del Paese) il 29 novembre scorso a Parma, presso l’Auditorium di Palazzo del Governatore.

Il convegno si è aperto con i saluti del Sindaco Federico Pizzarotti, di Michele Guerra Assessore alla cultura del comune di Parma, del Rettore dell’Università di Parma Paolo Andrei, di Paola Passarelli Direttrice generale Biblioteche e diritto d’autore del Ministero della cultura, di Mario Turetta Direttore generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della cultura, di Massimiliano Smeriglio Deputato Parlamento europeo, Commissione cultura, e di Maria Cecilia Guerra Sottosegretaria per l’economia e le finanze.

Si sono poi svolti l’intervento introduttivo di Valdo Spini Presidente dell’Associazione delle istituzioni di cultura italiane (Aici) e le relazioni di Lorenzo Casini, Capo di Gabinetto del Ministero della cultura e Paola Dubini, Università Luigi Bocconi.

Numerosi e diversi gli ospiti coinvolti nella mattinata, esponenti del governo nazionale e delle regioni ma anche del mondo culturale italiano, che daranno voce al dibattito, moderati dal giornalista Rai Luca Ponzi: oltre ai contributi del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e di Francesco Profumo, presidente di ACRI, sono previsti gli interventi, tra gli altri, degli assessori alla cultura Ilaria Cavo (Regione Liguria e coordinatrice cultura Stato-Regioni), Mauro Felicori(Regione Emilia Romagna), Tommaso Sacchi (Comune di Milano) e al turismo Felice Casucci(Regione Campania) e di Lorenzo Casini, capo di gabinetto del Ministero della cultura, Paola Dubini, docente di economia della cultura, Flavia Piccoli Nardelli, deputata, Silvia Costa, Commissaria del Governo per il recupero dell’ex carcere S. Stefano Ventotene, Adriano Giannola, presidente di SVIMEZ, Nicola Antonetti, presidente dell’Istituto Luigi Sturzo.

Molteplici i temi affrontati, sia di carattere generale che più specifico:  dal rapporto Stato-Regioni come delineato nella Costituzione e nel suo sviluppo storico, agli indirizzi delle politiche per la cultura sul territorio, dal raccordo con le amministrazioni locali, che sono diventate negli anni sempre più protagoniste nella vita culturale del Paese, promuovendo iniziative di risonanza nazionale, operando per la conoscenza e la valorizzazione dei rispettivi territori e assicurando il proprio sostegno agli operatori pubblici e privati della cultura, anche in momenti caratterizzati da una limitata disponibilità di risorse economiche, alle effettive modalità di finanziamento delle istituzioni culturali territoriali, fino alle buone pratiche da rendere efficaci e concrete in vista della distribuzione dei sussidi del PNRR. Particolare attenzione verrà rivolta al Mezzogiorno, dove il tessuto delle istituzioni di cultura, pur vantando realtà di eccellenza, risente di una generale debolezza, che richiede un intervento mirato della parte pubblica ma anche un più attivo sostegno da parte del mondo dell’associazionismo culturale e dei suoi organismi di rappresentanza.

Il focus maggiore è stato sugli istituti di cultura, che insieme alle innumerevoli fondazioni e accademie che fanno parte dell’AICI, si sono misurati più di tanti altri con le opportunità offerte dalle nuove tecnologie in condizioni operative del tutto eccezionali, come quelle vissute durante i mesi difficili della pandemia. Attraverso la ricerca di nuovi pubblici e interlocutori, le istituzioni di cultura hanno dimostrato un’apertura verso la società, con risultati che testimoniano il ruolo fondamentale della cultura nella ripresa del Paese e come fattore imprescindibile di crescita e coesione sociale.

L’AICI è l’Associazione delle Istituzioni di Cultura italiane di cui la Fondazione Adriano Olivetti è socia insieme con altri 112 Istituti sparsi su tutto il territorio nazionale.

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