Immaginare Corviale è un progetto a cura della Fondazione Adriano Olivetti, che tra il 2004 e il 2005 ha coinvolto più di cento tra artisti, architetti, videomakers e musicisti, che hanno animato questo incredibile edificio alla periferia di Roma per trasformarne l’immaginario legato a stereotipi e falsi miti.

Era il 2004 e la Fondazione si occupava attivamente di arte nello spazio pubblico attraverso il progetto Nuovi Committenti. L’Assessorato alle Periferie di Roma Capitale chiese alla Fondazione di lavorare in un quartiere di Roma molto complesso: Corviale. Un edificio lungo 958 metri e abitato da circa seimila persone, simbolo della periferia italiana, dell’architettura modernista e della metropoli contemporanea. Una barra di cemento o meglio, una soglia tra città e campagna, di cui era necessario trasformare l’immaginario collettivo legato perlopiù a leggende metropolitane, falsi miti, notizie di cronaca sull’emarginazione e sul degrado.
La Fondazione, ha così attivato le procedure per una nuova applicazione di Nuovi Committenti, affidando al collettivo Stalker/Osservatorio Nomade la creazione di un’innovativo intervento di arte pubblica costituito da una molteplicità di iniziative partecipate.
Purtroppo la dimensione del quartiere e la densità di popolazione non ha reso possibile inserire Immaginare Corviale nel più ampio programma Nuovi Committenti, ma non ne ha impedito la realizzazione che nell’arco di un biennio ha generato un modo diverso di rapportarsi a Corviale e costituito la premessa per un bando dell’Ater sul tema “Rigenerare Corviale” e un importante progetto di riqualificazione a cura di Laura Peretti Architects.
Con il progetto Immaginare Corviale è stato mappato l’edificio, riconsiderata l’immagine e l’immaginario del quartiere, riattivato spazi collettivi, proposto nuovi significati per la definizione del suo spazio pubblico, restituito dignità a un simbolo del degrado nazionale, creato i presupposti per nuove progettazioni, messo in relazione progettisti e abitanti, in un dialogo tra passato e presente, che ha riaperto un dibattito attorno a temi mai veramente risolti della politica urbana.
Immaginare Corviale è un’indagine creativa su come lo spazio pubblico viene vissuto, ricordato, immaginato e trasformato al Corviale, condotta in un momento di grande trasformazione dell’area. Obiettivi, metodi e risultati dell’indagine sono stati oggetto di costante confronto con il Laboratorio Territoriale Corviale – Roma Ovest.

Il progetto, condotto sul territorio dal collettivo Osservatorio Nomade/Stalker insieme con studi di architettura che operano secondo prospettive multidisciplinare – Ellelab, Ma0, nicole_fvr/2°+P, M28 – ha indagato:

  • le trasformazioni operate degli abitanti sull’edificio e sul territorio circostante
  • le potenzialità del contesto architettonico e paesaggistico
  • la memoria e la storia di Corviale
  • le potenzialità sonore dell’edificio
  • l’individuazione di strumenti di comunicazione.

I possibili collegamenti e percorsi tra Corviale e l’area circostante sono stati indagati dal laboratorio Corviale Far West, nel corso del quale è stata esplorata l’area verde che Corviale ha prodotto verso l’Ovest, comprendendone le dimensioni, le direzioni, lo stato delle trasformazioni in atto, lo stato di infrastrutturazione pubblica e auto organizzata e ogni altro elemento rilevante e inseribile in una mappatura/progetto. I risultati della ricognizione sono stati inseriti in una mappa fornita di legenda che segnala i diversi aspetti del territorio (giochi pubblici e privati, alberi da frutto e prodotti commestibili, animali e loro tracce, umani e loro tracce, pitture e sculture, recinzioni, discariche e luoghi di abbandono, suoni, odori, segnaletiche, panorami, assenza di campo, e così via…), contenuta in Corviale numero 0.

Il laboratorio Storie Comuni, tenuto da Giorgio D’Ambrosio, Matteo Fraterno, Cesare Pietroiusti, Francesca Recchia, ha messo in parallelo narrazioni e aneddoti raccontati dagli architetti e dagli artisti che hanno, in vari modi, partecipato all’ipotesi progettuale di Corviale, con le storie ordinarie e gli usi del luogo, raccontate dagli abitanti. Gli artisti accompagnano a Corviale architetti e artisti, e li intervistano in loco, mettendoli a confronto con gli abitanti di Corviale, per recuperare la memoria e le valenze positive di una idealità progettuale forte, anche se in gran parte non supportata da un’adeguata gestione amministrativa e organizzativa. Il laboratorio Storie Comuni ha tessuto una rete di significati che può contribuire da un lato a mutare le connotazioni negative che si sono stratificate intorno a Corviale, dall’altro a superare le barriere comunicative fra tutti coloro i quali vivono nell’edificio. Il luogo privilegiato di questi incontri è stato l’appartamento della Signora Loredana (lotto 3, nono piano, appartamento n. 954), che abita a Corviale da molti anni e ha accettato di mettere a disposizione il suo appartamento, continuando a viverci dentro regolarmente. La sua casa è quindi diventata base operativa per tutto il gruppo di lavoro e luogo di incontri conviviali.

Nella prima fase di Immaginare Corviale si è svolto anche il Laboratorio Sonoro, condotto da Mario Ciccioli, articolato in due momenti: un laboratorio concepito per gli allievi della quarta e quinta elementare e della prima e seconda media della scuola Marino Mazzacurati durante il quale i ragazzi hanno esplorato il paesaggio sonoro di Corviale e individuato i punti più significativi sotto il profilo acustico, apprendendo a costruire e usare strumenti ricavati da materiali di recupero, e una performance realizzata il 3 giugno 2004 nella quale Ciccioli e altri musicisti hanno fatto il “vento” di Corviale.

L’Osservatorio Nomade ha inoltre individuato e realizzato uno strumento di comunicazione finalizzato a Corviale e destinato ad essere consegnato ad un gruppo di abitanti: Corviale Network, un prototipo di televisione di quartiere, progetto a latere rispetto ad Immaginare Corviale ma intrecciato ad ogni livello con il suo sviluppo. Corviale Network, a cura di Andrea Bassi, Giorgio D’Ambrosio e Michela Franzoso, è uno strumento per costruire un’immagine televisiva inedita e creativa, attenta a raccontare e valorizzare le trasformazioni in atto nel quartiere. Grazie a un accordo tra la Fondazione Adriano Olivetti e l’emittente televisiva RomaUno, Corviale Network è stato trasmesso nel palinsesto satellitare per tutto il 2005.

Sulle modalità di restituzione agli abitanti dei risultati del progetto è stato attivato il laboratorio Abitare Corviale.

Sempre nell’ottica di un coinvolgimento a diversi livelli, Osservatorio Nomade ha collaborato con le associazioni sportive attive sul territorio all’organizzazione e alla documentazione delle Mini Olimpiadi a Corviale: le Corvialiadi.

Immaginare Corviale è stato uno dei progetti indagati nell’ambito della ricerca europea Trans:it. Moving culture through Europe. I materiali e le interviste inerenti il progetto sono disponibili nel libro Il luogo (non) comune. Arte, spazio pubblico ed estetica urbana in Europa e nel documentario The Invisible Object. Art in social change in cui è stata realizzata – appositamente per il documentario – l’opera video One Kilometer Shot di Armin Linke dedicata a Corviale.

Dell’esperienza realizzata sul territorio è stata realizzata la pubblicazione “Immaginare Corviale. Pratiche ed estetiche per la città contemporanea” a cura di Flaminia Gennari Santori e Bartolomeo Pietromarchi, edito da Bruno Mondadori, e il documentario “Immaginare Corviale. Il racconto di un progetto”, per la regia di Michela Franzoso, presentato nei maggiori festival di cinema indipendente e visibile a questo link.

 

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